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01/02/2009

Il progetto del cantiere

Il modo di costruire è cambiato negli ultimi anni; nonostante la continua immissione di manodopera scarsamente qualificata, si può, tuttavia, registrare una maggiore attenzione agli aspetti della qualità. Per quanto riguarda la sicurezza oggi il settore edile è regolamentato da una serie di norme e leggi che rendono la sicurezza sul lavoro obbligatoria.
In particolare dal 1998 è in vigore la norma EN 795 (protezione contro le cadute dall'alto) che obbliga all'utilizzo di dispositivi di sicurezza affinché le persone che realizzano lavori in zone a rischio siano più sicure. Ad esempio, tanto per evidenziare la complessità delle prescrizioni, per la sicurezza sulle coperture è necessario prevedere in fase di progettazione un sistema di ancoraggio fisso dal punto di accesso al punto più lontano della copertura, obbligando gli addetti alla manutenzione futura a lavorare in sicurezza con il semplice utilizzo di DPI classici omologati CE, quali imbracature, arrotolatori o cordini con dissipatore, oppure con l'impiego delle linee di vita, che permettono di definire veri e propri percorsi di sicurezza sulla copertura, preservando l'operatore da rischi di caduta.
I sistemi fissi di ancoraggio riducono anche i futuri costi della manutenzione consentendo un risparmio in ponteggi, parapetti, piatteforme aeree, ecc. Per quanto riguarda l'aspetto della gestione della complessità, cioè dell'organizzare cantieri complessi, il problema è quello di creare una maggiore continuità tra fase del progetto e fase del cantiere. La difficoltà nel gestire cantieri complessi è nel passaggio dal progetto alla realizzazione. L'attenzione agli aspetti costruttivi deve iniziare già dalla fase del progetto per potere attuare tutta una serie di accorgimenti da mettere in atto poi in cantiere. In particolare il progettista deve riappropriarsi del controllo sulla fase esecutiva entrando nel merito delle scelte tecnologiche e quindi anche degli aspetti riguardanti la sicurezza.
Il discorso non è facile vista la realtà della situazione italiana dove esistono studi di piccole dimensioni poco specializzati, dove i committenti sono mediamente piccoli e con poche risorse economiche, dove le imprese sono altamente parcellizzate. Per governare questa nuova complessità del cantiere la progettazione deve cambiare; ad esempio è necessario perseguire maggiormente il lavoro multidisciplinare in team fin dall'inizio per potere tenere sotto controllo tutti gli aspetti tecnologici e costruttivi. E' importante soprattutto capire quali sono gli strumenti che il progettista ha a disposizione per gestire e controllare il cantiere.
Possiamo dire che esistono due approcci diversi al cantiere. Il primo vede queste nuove architetture, con forme sempre più particolari e complesse, utilizzare tecnologie abbastanza "standard" che prevedono un montaggio di tipo tradizionale. Nel secondo approccio il progetto della forma complessa viene realizzato con software molto particolari e montato in cantiere con tipologie sempre più evolute. Entrambi questi approcci hanno vantaggi e svantaggi. Da un lato il cantiere più tradizionale ma complesso implica l'impiego di manovalanza tradizionale e l'utilizzo di procedure più radizionali; questo comporta una maggiore pericolosità perché esiste comunque una certa difficoltà a mantenere le tolleranze e a controllare un processo di questo tipo. D'altra parte il cantiere più evoluto, caratterizzato da una fase complessa di gestione dall'inizio alla fine, è più complesso da gestire ma permette di ottenere delle tolleranze minori proprio perché tutto è stato programmato fin dall'inizio.
Nel caso di architetture caratterizzate da forme complesse, in cui la previsionalità a monte è la massima possibile, vi sono tolleranze minori, ma il progetto gestito fin dall'inizio nell'ottica del cantiere presenta grosse difficoltà, in quanto tutti gli operatori devono avere un confronto diretto fin dalle prime fasi. D'altro canto il cantiere tradizionale anche di una forma complessa porta con se le problematiche tipiche del cantiere, ma permette poi aggiustamenti tecnologici, scegliendo fra le soluzioni più adatte e potendo controllare direttamente il risultato.
Questa doppia via dell'approccio alle forme complesse vede da un lato, soprattutto all'estero, studi già strutturati per gestire dall'inizio il processo costruttivo, grazie a strumenti come capitolati e tecnologie informatiche, con un'integrazione completa tra progetto e cantiere; dall'altro si assiste ancora ad un adattamento alla fase di cantiere: prima si progetta e poi le variabili vengono viste man mano che ci si avvicina al cantiere.

L'organizzazione

Per una corretta organizzazione del cantiere è indispensabile anzitutto una attenta progettazione dell'area da destinare a cantiere che dovrà rispondere ad alcuni requisiti fondamentali. Si dovrà tenere conto della organizzazione degli spazi per evitare che le lavorazioni svolte interferiscano fra di loro; della viabilità interna, che dovrà essere segnalata e differenziata per uomini e macchine; delle zone pericolose, protette e segnalate. Adeguato spazio dovrà essere riservato allo stoccaggio dei materiali e semilavorati che dovranno essere riposti, preferibilmente al coperto e in modo ordinato, per evitare che possibili danni prima della messa in opera compromettano la qualità del lavoro finito.
Tra i provvedimenti ritenuti necessari per eliminare o ridurre al minimo i rischi, e garantire l'incolumità dei lavoratori, il decreto legislativo 9 aprile 2008 n.81 dispone che vengano indicate le procedure, ciò che siano stabilite le modalità e le sequenze per eseguire un determinato lavoro od operazione, in riferimento all'area di cantiere, all'organizzazione di cantiere ed alle lavorazioni che presentano rischi aggiuntivi rispetto a quelli specifici dell'attività delle imprese o dei lavoratori autonomi.

Il cantiere di recupero

Il cantiere di recupero, per alcune sue caratteristiche ricorrenti, deve essere oggetto di particolare attenzione da parte del coordinatore per la progettazione. Nei cantieri di nuova costruzione, spesso ubicati in aree periferiche, la scarsa influenza limitativa dei vincoli esterni, favorisce sicuramente le lavorazioni, la creazione di facili vie d'accesso, di idonei spazi per la movimentazione dei mezzi di lavoro anche di notevoli dimensioni.
Sono invece più difficilmente rispettabili le stesse prescrizioni nei cantieri di recupero, restauro e manutenzione, dove la limitatezza dello spazio a disposizione, la loro localizzazione e quindi difficile raggiungibilità da parte di mezzi e materiali e la particolare conformità del sito (spesso si interviene su edifici collocati in un tessuto urbano molto denso) richiedono alcune considerazioni specifiche. Un sopralluogo e una attenta valutazione del sito, oltre che ad una ricerca di quanto offre il mercato in merito ad attrezzature dedicate, sono elementi preliminari a quella che deve poi configurarsi come una vera e propria attività di progettazione (analisi, valutazione,s celta).
Sempre considerando che tra l'altro l'installazione del cantiere di recupero deve essere spesso effettuata prima dell'inizio dei lavori veri e proprio per permettere lo svolgimento delle necessarie operazioni diagnostiche conoscitive. Una cantiere, quindi, che si caratterizza nel suo divenire prima ancora come supporto alla progettazione dell'intervento e poi alla realizzazione vera e propria.

Casseforme e casseri

Dopo i due sistemi di casseforme verticali e orizzontali, l'offerta è stata implementata con le casseforme orizzontali eco e TWENTY-FLEX. Ultima arrivata Easyset, la cassaforma metallica a telaio ideale per piccoli getti di pareti e pilastri. Vesto è una cassaforma metallica a telaio verticale progettata per getti di pareti, pilastri, muri di sostegno, muri contro terra e per getti verticali in genere. adatto si può abbinare al sistema cassaforma verticale Vesto ed è realizzato per le stesse tipologie di getti di quest'ultimo. È disponibile nella versione acciaio ma c'è anche un modello in alluminio (Adatto Alu) per i cantieri che hanno difficoltà di movimentazione.
Per quanto riguarda i getti dei solai, l'Ufficio progettazione ha approntato il sistema di cassaforma orizzontale: "Eco" e "TwentyFlex", semplici da montare e utilizzare, provvisti di traverse in legno e disarmo anticipato. (CONDOR)

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