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01/01/2006

Città e territorio

Sull'area ex cantoni, a Legnano, è aperto un vasto cantiere che segue alla proposta progettuale dell'architetto Renzo Piano: l'idea è la trasformazione dell'area per introdurla con naturalezza nel tessuto storico circostante.

''Dopo aver riunificato Berlino, ora vorrei riunificare Legnanello a Legnano'': parole di Renzo Pianoe che muovono dalla volontà di ricucire la ''ferita'' che da un ventennio divide la città di Legnano, rendendo difficile la comunicazione tra l'Oltresempione e il centro storico della città. La volontà di ritrovare una città finalmente ''completata'' persuade a riqualificare l'area ex Cantoni (l'azienda Cantoni si occupava di filatura, tessitura e stampa di tessuti).
A Nord, l'area è delimitata dalla S.S. 33 Sempione e a Sud dalla via Garibaldi: di fatto, è il baricentro della città storica. Sino al 2003, gli spazi di questa parte di Legnano erano occupati da edifici industriali in forte stato di abbandono. Ora, invece, sull'area è aperto un vasto cantiere che segue alla proposta progettuale dell'architetto Renzo Piano: l'idea è, precisamente, la trasformazione dell'ex Cantoni, per introdurla con naturalezza nel tessuto storico circostante. Il pensiero progettuale di Piano è sostanzialmente rimasto immutato, sebbene qualche ritocco si è reso indispensabile per sottostare a alcune normative regionali.
Nel nuovo progetto dell'architetto Macola, di Venezia, le volumetrie non sono mutate, se non nella zona dove sorge la chiesa di S. Domenico: nel progetto di Piano si pensava alla costruzione di un edificio alle spalle del luogo di culto, mentre nel lavoro di Macola, per dare maggiore respiro alla chiesa stessa, si è inteso di trasferire altrove la prevista volumetria. Altre modifiche al progetto originario, varianti di non stravolgente consistenza, sono state favorite dagli interventi dell'architetto Moretti e dell'ingegnere Leoncini, In sintesi, il progetto dì recupero dell'area ex Cantoni prevede, partendo da sud, cioè dal confine segnato dalle vie Lampugnani e Matteotti, la creazione di un grande parco.
I capannoni alle spalle della sede della Famiglia Legnanese e del palazzo sede dell'Inail, abbattuti, lasceranno spazio a un'area a verde all'interno della quale, come nella Legnano di un tempo, scorrerà a cielo aperto l'Olona. Via Cantoni sarà trasformata in una galleria pedonale. Da un lato, l'area Cantoni sarà contenuta dal confine storico del Sempione, dall'altro, invece, un'estesa piazza giocherà un ruolo fondamentale per ''cucire'' le ferite tra la nuova e la vecchia città. La sequenza operativa del cantiere è: lo spostamento dell'alveo fluviale; le opere di viabilità; la costruzione degli edifici commerciali e, in ultimo, degli edifici residenziali.
La superficie complessiva dell'intervento è di circa 115mila m2. Due zone a verde di quest'area - una di esse ospita un faggio sotto vincolo ambientale - saranno cedute al pubblico. Il primo intervento in cantiere, pertanto, è stato quello de! ripristino dell'alveo naturale del fiume Olona, che attraversa interamente l'area. Nel 1920, infatti, l'azienda Cantoni aveva deviato le acque con l'intento di produrre energia (nei fatti, tale produzione non fu mai realizzata): ad apertura di cantiere, l'Olona è stato rimesso nel suo antico tracciato, cioè quello d'inizio Novecento individuato dalla ricostruzione storica di Renzo Piano. Recuperato net proprio originario tracciato a cielo aperto, il fiume è ora attraversabile, grazie alla costruzione di nove ponti (tre carrabili e sei pedonali). I ponti creano i collegamenti fra il centro della città e l'area a parco, di circa 45mila m2, che è una delle due aree destinate alla fruizione pubblica.
L'intervento, oltre al ripristino dell'alveo dell'Olona (eseguito da Dizeta Ingegneria), prevede la realizzazione di edifici residenziali per circa 33mila m2, e di stabili a destinazione commerciale e a uffici, per circa altri 25mila m2. In questo momento si sta costruendo il Lotto 1, che prevede la formazione dei primi edifici residenziali e della prima parte commerciale. Al contempo, stanno per partire i lavori del Lotto 2, con la realizzazione dei rimanenti spazi commerciali. Saranno realizzati circa 400 appartamenti. La flessibilità tipologica è alta: si va dal bilocale sino all'appartamento da 140 m2.
Con la guida dell'ing. Salvatore Petrolito, Responsabile sicurezza per tutte le opere di urbanizzazione e per l'area dedicata alla residenza, abbiamo avuto accesso al cantiere per vedere installato il ponteggio Reda R820, prodotto dall'azienda REDAELLI (azienda del CONDOR), che germoglia intorno alle sagome degli edifici della nuova Legnano. Facile e di semplice installazione, si tratta di un ponteggio con telai prefabbricati tipo portale. A Legnano, gli edifici in costruzione sono morfologicamente semplici e, per ciò, non reclamano l'articolazione di strutture a ponteggio di particolare complessità, tranne che per la parte terminale degli stabili, laddove sarà realizzata una gronda di particolare pregio architettonico.
Insomma, il Reda RB 20 trova esplicita complicità con le esigenze del cantiere di Legnano, poiché è dotato di articolazioni che consentono la veloce creazione di aggetti, nella parte superiore degli edifici, proprio per la realizzazione di tale gronda, nonché di alcune solette di collegamento tra i diversi stabili, il ponteggio, zincato a caldo, ha un resistente nodo strutturale costituito da delle boccole nelle quali si innestano delle pipette stampate a caldo (con un passo di 1,80 m). Il Reda è caratterizzato dalla saldatura del telaio eseguita a filo continuo ed eseguita con il controllo elettronico dei parametri di saldatura quale garanzia di qualità costante, e, appunto, da 20 boccole con sede semicilindrica avvolgente saldata per tutta la totalità (8 cm) al montante. Indiscusso e indiscutibile punto di forza dell'RB20 sono le tavole da ponteggio (Reda CL4): lo scatolato è prodotto con una sola lamiera di acciaio zincato a caldo. Una maggiore rigidità torsionale è ottenuta per l'assenza di giunzioni dello scotolato.
Inoltre, non sono presenti aggraffature e cliniciature (si tratta di tecniche sofisticate, ma incapaci di garantire la tenuta e la durata nel tempo se applicate a un prodotto soggetto a sollecitazioni dinamiche in cantiere). L'innovazione autentica di queste tavole di ponteggio, nate nel 2003, è data dal particolare sistema di giunzione del profilo (brevettato): con esso, non si danno possibilità di distacco. La tavola è dotata di fori per lo scarico delle acque meteoriche e di oltre 368 bugne antisdrucciolo. Quanto alla loro movimentazione: le tavole non hanno bordi taglienti, bensì due maniglie che permettono la facile messa in opera e l'altrettanto semplice smontaggio.
In più: i fori presenti alle estremità consentono il sollevamento in sicurezza. Ripetuti e accurati test hanno dimostrato la superiorità della tavola Reda CL4 rispetto alla maggior parte dei prodotti concorrenziali. Per preservarlo dai danni prodotti dagli agenti atmosferici, il ponteggio Reda è verniciato a immersione con vernice idrosolubile a base di resine epossidiche. Inoltre, è sottoposto a cottura in forno ad alta temperatura. Il ponteggio REDAELLI ha la possibilità di essere impiegato, oltre che come ponteggio da costruzione e manutenzione, per la formazione di torri portanti di armatura.

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